Come non sembrare disperato durante un colloquio di lavoro

L’epoca attuale ha visto l’avvicendarsi di moltissimi periodi di crisi. Per questo tante persone investono moltissime speranze nei colloqui di lavoro e nella possibilità di ottenerne uno.

Tuttavia, l’atteggiamento personale è davvero essenziale, e dovresti cercare di non sembrare disperato durante un colloquio di lavoro.

Se questo tipo di profilo si avvicina al tuo, e senti di poter fare una figura non proprio bellissima al tuo prossimo colloquio di lavoro, eccoti una serie di consigli che potrai mettere in pratica per essere molto più disinvolto ed evitare di sembrare sull’orlo di una crisi di nervi!

Iniziare dalla prima impressione

Anche se tutti vorremmo poter essere valutati solo ed esclusivamente per le nostre capacità, in tanti casi i recruiter possono farsi un’impressione positiva o negativa del potenziale candidato anche solo guardandolo per pochi minuti.

Per questo motivo dovrai iniziare proprio dall’aspetto esteriore.

Come prima cosa, cerca di vestirti in modo adeguato: anche se l’ambiente nel quale potresti andare a lavorare dovesse essere giovane e casual, cerca di non essere trasandato.

Se sei un uomo evita i jeans e la maglietta, e opta per pantaloni e camicia, magari con la giacca.

Se sei una donna, un completo o un abito sobrio potranno fare al caso tuo. Sarai sempre in tempo per poterti vestire in modo meno formale.

Inoltre, fai anche attenzione al tuo atteggiamento nel momento in cui ti presenterai al selezionatore.

Sii sicuro di te, cordiale e sorridente, e stringi la mano del recruiter né in modo troppo aggressivo, né lasciando la tua estremità superiore molle e senza vita.

Durante il colloquio

Nel momento in cui il colloquio avrà inizio cerca di mantenere il massimo contegno.

Indica al recruiter le tue esperienze passate individuando i punti forti di queste.

Cerca di specificare ciò che avrai imparato grazie al tuo lavoro, e non essere negativo.

Ovviamente, evita anche di essere troppo entusiasta, quindi cerca semplicemente di essere te stesso e di raccontare ciò che sai fare con naturalezza e senza forzature.

Anche nel caso in cui il tuo curriculum dovesse essere lacunoso in alcuni punti, non ti scusare.

Può capitare a tutti di essere inattivi per qualche tempo: nel momento in cui ti preparerai per il colloquio cerca di individuare le parole giuste per poter rispondere alle domande del recruiter in merito al tuo periodo di inattività.

Magari puoi anche sottolineare come la lontananza dal lavoro ti abbia consentito di potenziare alcune delle tue qualità e di riflettere sulle potenzialità che non avevi mai preso in considerazione in precedenza.

Il linguaggio sarà un altro punto al quale dovrai prestare particolare attenzione.

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma le nostre parole esprimono moltissimo in merito al nostro stato d’animo.

Per questo dovrai evitare di utilizzare alcune parole ed espressioni: non dire che “accetteresti di tutto” oppure che sei “alla disperata ricerca di un impiego”, perché questi sono chiari indicatori di uno stato non equilibrato.

D’altro canto, dovrai anche evitare di attribuirti dei meriti eccessivi per ciò che avrai fatto oppure per i tuoi lavori precedenti.

Dovrai sempre essere realista: certamente puoi sottolineare i tuoi punti forti, ma non dovrai mai scavalcare quel confine fondamentale tra la realtà e la lode personale.

Un particolare al quale molti recruiter fanno attenzione è anche quello per il quale tanti candidati continuano ad indicare di essere “la persona giusta per il lavoro”.

Certo, potrai specificarlo, ma non ripeterlo dieci volte durante il tuo colloquio oppure nella tua lettera di presentazione.

Saranno le tue qualità a parlare, le tue esperienze e anche la tua capacità di metterti nuovamente in gioco.

Scritto da
Giovanni Sodano