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Lavori stagionali tra passato e presente: che cosa è cambiato?

I lavori stagionali sono sempre esistiti, eppure, nel corso delle epoche, qualcosa è certamente cambiato.

La stessa nozione di lavoro stagionale è stata aggiornata, ed oggi esistono categorie ben definite di lavoro “a breve termine” alle quali si fa riferimento.

Ma un tempo? I lavori stagionali assomigliavano certamente di più a quelli ordinari, e conoscere che cosa sia cambiato potrà aiutarti anche a comprendere come oggi ci siano molte opportunità che un tempo non avresti mai potuto individuare.

Lavori stagionali del passato: un lavoro “quasi” normale

I lavori stagionali del passato erano molto simili a quelli ordinari.

Tanti ragazzi, durante la pausa estiva, avevano la possibilità di farsi assumere in luoghi che, oggi, non offrono praticamente più la possibilità di un lavoro di questo tipo.

Esempi sono costituiti dalle fabbriche: per due o tre mesi era possibile farsi assumere ed avere uno stipendio parificabile a quello di un operaio che avesse un contratto di maggiore durata.

Il lavoro stagionale di questo tipo, quindi, diventava un modo per costruirsi una carriera futura, o almeno per acquisire delle qualifiche che, in qualche modo, fossero necessarie per svolgere la propria attività alla fine del periodo di vacanza.

Anche se questo modus operandi può sembrare certamente vantaggioso, spesso nel passato c’erano anche aspetti non proprio positivi che si applicavano al lavoratore stagionale, primo fra tutti la tutela.

Infatti, il lavoro nero era ancora molto diffuso, e in tanti casi lo si accettava come un elemento naturale in alcuni ambienti, anche nelle fabbriche.

Lo stesso accadeva per molti altri lavori stagionali, che comprendevano, ad esempio, quelli nell’artigianato.

Il giovane passava l’estate ad imparare un mestiere e veniva pagato, ma spesso senza un vero contratto.

Certo, a molti giovani interessava soprattutto fare esperienza, e anche avere a disposizione un po’ di denaro in più, ma in tante situazioni il prezzo da pagare diventava alto.

Molti ragazzi, infatti, non avevano tutele dal punto di vista dell’orario di lavoro, alcuni si infortunavano, e altri decidevano che quel lavoro non faceva per loro.

Quindi, anche se la nozione di lavoro stagionale è sempre esistita nel nostro Paese, oggi si può indicare come questa sia variata in modo rilevante, e sia diventata, in un certo senso, migliore.

Certo, anche oggi alcuni ragazzi testimoniano di essere ancora incappati in lavori stagionali che non rispettano i loro diritti, e che li obbligano a fare turni massacranti con uno stipendio davvero ridotto, ma queste situazioni costituiscono, per fortuna, la minoranza.

Lavori stagionali oggi, maggiori tutele

La legge, infatti, va a tutelare maggiormente i lavoratori stagionali, ed in modo particolare quelli giovanissimi.

Innanzitutto, si prescrive il limite minimo di età per poter svolgere un lavoro stagionale, elemento che un tempo non esisteva.

Infatti, per poter essere assunti è necessario avere almeno 15 anni, e saranno i genitori, o comunque i tutori, a controllare che il lavoratore minore sia tutelato.

Il datore di lavoro, inoltre, dovrà occuparsi di controllare che l’ambiente di lavoro sia adatto, che non venga messa in pericolo l’integrità fisica del giovane, né la sua crescita.

Per questo motivo molti lavori sono vietati ai minori di 18 anni, come accade per quelli che mettano il lavoratore a contatto con sostanze pericolose, o con rumori particolarmente forti.

Le tutele riguardano anche il contratto di lavoro e l’orario.

Infatti, per un lavoratore che non abbia ancora 18 anni si applicano dei limiti a livello dell’orario giornaliero e settimanale.

Non si potranno fare straordinari, e non si potrà lavorare più di 8 ore al giorno, e per non più di 40 ore alla settimana.

Inoltre, un minorenne non potrà, essenzialmente, lavorare nei locali notturni, sempre per una forma di tutela della sua crescita ed integrità fisica.

Ma le tutele non riguardano solo i ragazzini, perché anche per chi sia già cresciuto oltre la maggiore età sono previste le tutele contrattuali.

Sì, perché non si tollerano più le situazioni nelle quali il lavoratore viene sfruttato, viene sottoposto al lavoro nero e così via.

Esistono contratti appositi, proprio di lavoro stagionale, grazie ai quali sono garantiti elementi come il riposo, l’orario e la paga.

In questo, quindi, il lavoro stagionale per tutte le categorie è cambiato, in meglio, nel corso dei decenni.

Lavori stagionali tra passato e presente: gli impieghi

Infine, è necessario individuare anche quelle che sono state le variazioni dal punto di vista dei tipi di lavori stagionali che si sono svolti nel corso delle epoche.

Come abbiamo già indicato, un tempo era possibile anche lavorare come operaio per pochi mesi, mentre oggi i lavori più richiesti sono davvero intesi come quelli “classici” del comparto stagionale.

Ecco, quindi, i lavori stagionali che nell’Italia contemporanea sono più richiesti:

I lavori nel settore turistico

Il lavoro stagionale nel settore turistico è certamente quello più richiesto, e anche più svolto.

Questi tipi di impiego comprendono i lavori negli hotel, quelli che si svolgono negli stabilimenti balneari e anche sulle navi da crociera.

Qualche esempio? Il lavoro di cameriere ai piani, quello di bartender e di barista in generale, il lavoro di bagnino e quello di animatore all’interno dei villaggi e degli stabilimenti balneari.

I lavori nella ristorazione

Nella ristorazione si può ovviamente lavorare tutto l’anno, ma il periodo estivo è quello nel  quale, per molte località, si incontra certamente un aumento della domanda.

Anche in questo caso gli esempi sono molteplici: dal lavoro di aiuto cuoco, a quello di cameriere, fino al lavoro di lavapiatti.

I lavori di assistenza

Molti non ci pensano, ma durante il periodo estivo aumentano le richieste di assistenza nei confronti di alcune categorie, come i bambini e gli anziani.

Per questo motivo, tanti possono trovare lavoro come baby sitter, come badanti e come aiuto per grandi e piccini.

In conclusione

Come hai potuto vedere, nel corso delle epoche il lavoro stagionale è stato davvero differenziato.

Sono aumentate le tutele, e molti lavori stagionali sono praticamente scomparsi, per diventare lavori che si svolgono soprattutto durante il resto dell’anno e in pianta stabile.

Le opportunità ci sono, e anche oggi è solo sufficiente coglierle.

Scritto da
Giovanni Sodano
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