Lavorare come gallerista, tutto ciò che c’è da sapere

Ti piace l’arte e vorresti iniziare a lavorare come gallerista. Tuttavia, hai ancora molti dubbi e ti chiedi se questa sia la strada per te.

Eccoti tutte le risposte alle tue domande, grazie alle quali potrai chiarirti le idee e potrai comprendere qualcosa in più in merito a questo affascinante lavoro.

Chi è il gallerista

L’arte ha un suo mercato, anche se tanti possono pensare che le opere siano superflue, ancora oggi ci sono molti estimatori di quadri e sculture.

L’arte non si può vendere da sola, e per poterla collocare sul mercato, e presso la clientela, sarà necessaria proprio la figura del gallerista d’arte.

Il gallerista d’arte lavora presso le gallerie private, e si occupa di gestire la galleria, insieme e di concerto con il suo staff, composto da critici e curatori.

Si occupa anche di allestire le mostre, e si interfaccia direttamente con gli artisti, offrendo servizi differenti.

Lavorare come gallerista, quindi, significa non solo creare una mostra, ma anche avere intuito, saper scoprire e supportare i nuovi talenti e saperli valorizzare in modo che questi possano trovare la propria nicchia nel mercato artistico.

La formazione per lavorare come gallerista

Sicuramente per poter lavorare come gallerista dovrai interessarti all’arte.

Molto spesso a chi voglia intraprendere questa professione vengono richiesti studi specifici, come una laurea in storia dell’arte oppure un diploma all’Accademia delle Belle arti.

Per questo dovrai cercare di capire se vuoi svolgere questo lavoro, in modo da iniziare a studiare.

Poi, ovviamente, ogni gallerista si potrà specializzare in epoche e stili specifici. Infatti, c’è chi lavora soprattutto con l’arte moderna, mentre chi ama gli stili più classici.

Per arricchire il tuo curriculum vitae potrai iniziare a collaborare con piccole gallerie, e pian piano potrai allargare i tuoi orizzonti lavorativi.

La differenza rispetto al curatore d’arte

Un altro tipo di figura, rispetto al gallerista, è quella del curatore d’arte.

Bisognerà differenziare queste due figure per evitare fraintendimenti.

Il curatore d’arte, infatti, si occupa di selezionare opere e artisti, e lavorerà all’allestimento delle mostre, spesso ospitate nelle gallerie. Il curatore lavora a stretto contatto con il gallerista, ma ha ovvie competenze differenti.

Infatti, il curatore è spesso uno storico oppure un critico d’arte, mente il gallerista ha sicuramente competenze artistiche, ma dovrà anche avere competenze legate al mercato. Dovrà comprendere quali siano i trend nella vendita e nell’acquisto delle opere d’arte, e proporre ciò che potrà essere più adatto al cliente.

Quindi, come gallerista non potrai solamente interessarti di arte, ma dovrai anche informarti in merito alle “collezioni” che siano più amate dagli investitori e dagli amanti delle produzioni artistiche.

Altrimenti, sarai uno storico senza la possibilità di guadagnare molto!

Le regole d’oro per lavorare come gallerista

Se vuoi lavorare come gallerista devi anche conoscere quali siano le regole d’oro per poter guadagnare e continuare a svolgere questa professione.

Come ti abbiamo detto, potrai iniziare lavorando come dipendente in piccole gallerie, in modo da fare esperienza e carpire i segreti dalle persone più esperte.

Ma se vuoi fare un salto di qualità, dovrai pensare anche al futuro e all’apertura di una tua galleria d’arte.

Quindi, come prima cosa dovrai cercare di fare networking e dovrai conoscere gli artisti locali ed internazionali che potranno fare al caso tuo.

Come fare? Frequenta le mostre, anche quelle molto grandi (come la Biennale di Venezia oppure Artissima di Torino) e inizia a guardarti intorno.

Cerca i contatti degli artisti e dei loro promotori, e prova a capire come poterli chiamare per essere ospitati nella tua galleria.

Cerca, sempre in queste occasioni, di affinare il tuo intuito per l’arte. Non basarti solo sui tuoi gusti personali, ma cerca anche di comprendere, leggendo riviste del settore, frequentando gruppi e forum, quali siano le opere più richieste, e per quali motivi.

Dovrai diventare un vero e proprio esperto prima di poterti occupare da solo della vendita di quadri e altre opere d’arte.

Dove lavorare come gallerista

Il lavoro del gallerista si può fare in ambienti diversi.

Forse non sai che oltre alle gallerie private, esistono anche quelle pubbliche, alle quali si accede pagando un biglietto.

Lavorando in una galleria pubblica avrai magari più certezze dal punto di vista lavorativo, ma potrai esprimere in modo meno libero la tua opinione. Infatti, le esposizioni, e gli acquisti, di opere sono spesso vincolati dalla disponibilità di denaro pubblico e anche dalla volontà dell’ente di promuovere o meno un determinato tipo di arte.

Il lavoro nel settore privato, invece, ti consentirà sicuramente di avere maggiori soddisfazioni.

Potrai esprimere più facilmente la tua opinione, ma avrai, di contro, anche maggiori incertezze legate al tuo contratto di lavoro e alla sua continuità.

Dovrai cercare, quindi, di fare un salto di qualità prima o poi, passando dalle gallerie più piccole a quelle di dimensioni medie e grandi, così da aumentare non solo le tue possibilità di entrare in contatto con tanti artisti, ma anche di guadagnare.

Quanto guadagna un gallerista

Infine, un dubbio che potrai avere nel pensare di lavorare come gallerista riguarda il suo guadagno. Il guadagno dipende molto sia dal contesto sia dal tuo ruolo all’interno della galleria.

Se lavori come dipendente potrai avere uno stipendio fisso, e in aggiunta potrai guadagnare delle percentuali sulle vendite della singola opera, che potranno variare dal 30 fino al 70% a seconda del tipo di opera e anche della disponibilità economica della galleria d’arte.

Un discorso diverso, invece, dovrà essere fatto nel caso in cui tu decida di avere la tua galleria d’arte, o di aprirla in collaborazione con altri professionisti.

In questi casi potrai richiedere agli artisti di pagare un prezzo già solo per l’affitto degli spazi. Il prezzo, magari modico, potrà comunque aiutarti a pagare a tua volta l’affitto e le spese per la galleria.

Poi, potrai guadagnare in percentuale rispetto alla vendita del quadro o della scultura. Anche in questo caso sono previste percentuali differenti a seconda del contratto che avrai costituito con l’artista, che potranno andare da un minimo del 30% fino ad un massimo del 70%.